Descrizione generale
Una via senz'altro da consigliare in Moiazza, soprattutto per la bella roccia, l'ambiente solare e le difficoltà non così elevate come altrove. I primi tiri sono parzialmente disturbati dall'erba ma più in alto le cose cambiano completamente. Chiodatura sufficiente e comunque si trova da proteggersi. La relazione di Santomaso non è molto precisa, specie la lughezza dei tiri e la parte centrale della via. Noi difatti abbiamo fatto una variante sulla placca a metà percorso

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Descrizione dei tiri
- 1L - Si sale dritti per placca, una fessura a sx e poi dal terrazzino sotto un larice si raggiunge quest'ultimo per rocce più facili a dx. Sosta sul larice oppure più a sx su 2ch. 50m, IV
- 2L - Si prende un diedro a sx (ch alla base). Si continua per rocce facili con erba fin su una cengetta con ch e spuntone. 45m, IV+, III
- 3L - Si sale dritti, si passa a dx del mugo e si risale il prato camminando fin alla base dello spigolo. Sosta su 2ch. 40m, IV e 0°
- 4L - Ci si alza verso sx (2ch) mirando ad un diedro-camino. Lo si raggiunge e lo si sale, superando una sosta. Sostiamo invece su terrazzino con un grosso pilastro appoggiato a sx e che forma un clessidrone. Ulteriore chiodo 2m in alto. 40m, IV/+
- 5L - Risaliamo il diedro chiodato: stando nel fondo ci si incastra bene con la schiena, stando fuori si sale più agevolmente (V o IV+). L'ultimo tratto lo evitiamo a dx (friend incastrato). Sosta comoda su 2ch. 20m circa, V e IV
- 6L - Scaliamo la fessura (V) sotto il tetto triangolare, ci spostiamo a dx (ch) e superiamo lo strapiombetto (V+, 2ch appaiati). Dopo qualche metro in placca si trova la sosta su 2ch. Proseguo dritto per una prima fessura, poi in placca (trovo 1ch verso dx) ed infine prendo la fessurina giusto a sx dello spigolo vero e proprio (nessun chiodo ma ben proteggibile). Sosta su clessidra e mugo 2m a sx della fine della fessura (attenzione: massi instabili). 50m, V, pV+, V
- 7L - Traversando obliquanmente a sx si trova la vera sosta su 2ch, su una specie di valletta erbosa. 10m, III+
- 8L - Saliamo dritti per rocce ed erba fin un sotto un difficile muretto di 3m. Lo affrontiamo a sx di una fessura scura obliqua che va verso sx (V+). Per erba miriamo ad un diedro, sosta su 2ch spostati 3m sotto e poco a sx del diedro. 40m, breve tratto V+
- 9L - Risaliamo il diedro formato da un pilastro, poco su c'è una possibile sosta su 2ch. Il diedro è bello e divertente (1p IV+, resto IV). Arrivati ad un mugo ci si sposta in piena esposizione sul versante opposto, per continuare in un diedro (V). 1ch prima di un difficile passo in placca (V o V+). Sostiamo su 1ch arancione e 1ch con anello nascosto 3m in alto a sx. 50m, IV, V
- 10L - Usciamo in placca dalla parte del ch con anello (sx). Saliamo la bella placchetta (III+) fin sulla cengia. Traversiamo 20m a sx fin alla base di un diedro obliquo che scende a dx dell'enorme tetto giallo che si nota in alto. Possibile sosta sulla placchetta. 1ch invece alla base del diedro. 40/50m, III+, 0°
- 11L - Saliamo il diedro spostandoci ogni tanto sulla placca di sx (diverse clessidre) riprendendolo infine dove diventa arancione e ai lati strapiomba. Sosta su 2ch su cornice. 40m, IV
- 12L - Saliamo gli ultimi difficili passi nel diedro (V), da proteggere. Stando nel diedro più a lungo o traversando prima ci si sposta a dx (possibile sosta su cordone in clessidra gigante). Saliamo qualche metro e sostiamo su spuntone, praticamente già sulla cengia d'uscita. Tiro corto, V, III
Tempo: 6h, riducibili a 4
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Discesa
Si esce sulla cengia, si sale per canalino a sx su mughi e zolle. Ad un nuovo prato saliamo a sx, affrontiamo un canalino roccioso e in breve all'ometto di vetta. Da qui si va all'altra forcella. Con ometti e traccia si scende sui prati ad est. Si infila un canale con rivolo d'acqua (I). Si scende per ghiaione ad est, si contorna la base della Pala del Bo e per sentiero segnato , fra i mughi, si ritorna all'attacco
Tempo: 1h 15'
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