Roda di Vael - via Rizzi

Descrizione generale

Bella via, su una parete estetica e solare.
La Roda de Vael è famosa per la "Parete Rossa" che si affaccia sui prati di Carezza, ma anche la sua parete est ha un certo fascino, dato comunque dalla sua verticalità e dalla roccia molto più invitante.
La via si sviluppa poco a destra del centro della parete. All'inizio segue un diedro orientato a nord, a sinistra di un enorme arco di strapiombi gialli. Nella parte superiore sale per placche omogenee, obliquando tendenzialmente verso destra, fino ad uscire in vetta.
La roccia è spesso ottima, e comunque ripulita dai passaggi (fare attenzione sul primo e sull'ultimo tiro). La chiodatura è completa alle soste (almeno 2ch, spesso anche con cordino) e sufficiente lungo i tiri, in particolare nel tiro del diedro.
Avvicinamento (soprattutto) e discesa sono comodi, specialmente se si prende la seggiovia.
Ottima la relazione Sassbaloss.
Da segnalare una variante che evita il diedro e che rende la via più facile (Nel secondo tiro, dopo circa 10-20m, si esce in parete a sx senza continuare per il diedro)

Tracciato APPROSSIMATIVO (specie in alto)


Avvicinamento

Noi scegliamo di prendere la seggiovia che da Carezza porta al rif.Paolina (nel 2009: apre alle 8 e costa 10euro A/R).
Dal Paolina si segue un sentiero a destra che contorna a sud gli spalti della Roda di Vael. Pressapoco in piano si giunge al rif.Roda de Vael (30minuti). Da qui ci sono due possibilità:

  • Come abbiamo fatto noi - si continua per il sentiero in piano fino a vedere in alto la parete e la via. Dunque per ripida e faticosa costa erbosa si raggiunge direttamente l'attacco (30minuti dal rif.Roda de Vael)
  • Come è più comodo - si segue un sentiero in salita ("Torre della Finestra"?). Ad un bivio si tralascia a sinistra il sentiero che porta alla ferrata del Masaré e si segue invece un sentiero a destra, spesso in piano, che costeggia a est delle pareti (è anche il sentiero che abbiamo seguito in discesa). Quando questo piega in salita a sinistra, verso un canalone, si prosegue invece dritti e in piano, su tracce. Si raggiunge così la parete, che è lì di fronte.
Si attacca poco a destra di un canale detritico (tracce) e circa 20-30m a sx di grandi strapiombi gialli.

Tempo: 1h dall'arrivo della seggiovia


Descrizione dei tiri

  • 1L - Si supera un primo risalto fino ad un terrazzo detritico (possibile sosta su spuntone). Si rimonta una fessura-rampa obliqua verso dx (1ch in alto) fino ad una sosta su terrazzo, in vista di un lungo diedro. Sosta su 2ch. 55m, III e IV
  • 2L - A destra si entra nel diedro e si sale fino ad un buon terrazzino. Sosta su 2ch. 35m, IV
  • 3L - Dapprima rimontiamo una lama a sx e quindi ci portiamo nel diedro già 10m sopra la sosta (1ch con cordino). Da qui si sale il diedro, per 25m impegnativi. Come protezioni si trovano: un sasso incastrato, 2ch appaiati, 1ch e 1clessidra vicini. In qualche punto è possibile riposarsi un po'incastrati. In un tratto noi abbiamo arrampicato sulla faccia dx. Non abbiamo integrato ma si possono usare comodamente i friend. Dopo una breve parte facile si esce a sx, dove si sosta vertiginosamente sopra il diedro, su 2ch+1cless. 40m, V+
  • 4L - All'inizio si passa a sx, ma poi ci si riporta sopra la sosta e per placche di buona roccia si sale obliquando leggermente verso sx, fino ad un terrazzo dove si sosta su 3ch. 25m, IV
  • 5L - Sempre su placche: si traversa brevemente a dx e poi si sale obliquando verso destra. Si trova anche una clessidra con cordino. Sosta su un terrazzino che sembra su uno spigolo, su 2ch. 35m, IV
  • 6L - Traversare decisamente verso destra (10m), quindi in obliquo sempre a destra seguendo la roccia più appigliata. Ora si deve ritornare a sinistra ad un diedro obliquo (1ch prima e 1cless dopo). Sosta nel diedro, in una sorta di nicchia, su 2ch+1cless. 40m, IV
  • 7L - All'inizio salire leggermente verso destra e poi tornare un po'a sx, sempre per placche appigliate. Si deve arrivare sotto degli strapiombetti gialli, a sinistra e più bassi di un diedro. Sosta su 2ch. 50m, III e IV
  • 8L - Si traversa bassi a destra (1ch in fondo), quindi dritti in placca verso un diedro (1ch). Rimaniamo sulla placca alla sua sx e usciamo su rocce più adagiate che poi diventano un pendio detritico. Dopo 10m sostiamo su clessidra per terra. 50m, IV, IV+ e poi facile
  • 9L - Sui detriti andiamo a sx a prendere una parete nerastra. La rimontiamo tutta pressoché dritti o poco a dx. Usciamo su rocce più facili e ancora su detriti, stavolta andando verso uno spigolo erboso a sx. Sosta su spuntone. 60m, IV e I
  • Brevemente ed elementarmente alla croce di vetta

Tempo: 4h30'

Discesa

Decidiamo di scendere per il versante sud-est della nostra cima (verso il rif.Roda de Vael). Quindi si segue un sentiero che più avanti presenta dei tratti attrezzati e pure una scaletta. Senza scendere ad un intaglio in un canalone (più in là il sentiero risale ad una sella erbosa), scartiamo a sinistra, seguendo i segni rossi e il cavo metallico. Si scende quindi tutto il canalone, segnalato, e si passa sotto le pareti di una bella torre con largi camini. In piano su prati e con ancora poca discesa si giunge infine al rif.Roda de Vael. Da qui si torna alla seggiovia con il sentiero dell'andata.

Tempo: 1h30' dalla cima alla seggiovia

Materiale


Solito materiale. Se volete integrare nel diedro servono friend grandi (dal camalot rosso in su)


PartenzaRifugio Paolina (2125m)
Massima altezzaRoda de Vael (2806m)
Tempo impiegatoSalita 4h30'
DifficoltàIV, tiro chiave V+
Rifugi-bivacchiRif. Paolina e Roda de Vael
In autoDa Vigo di Fassa si sale al passo di Costalunga e quindi si scende nell'altro versante fino agli impianti "Paolina"
Data12/08/09

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