Torre Venezia - Via Ratti-Panzeri

Descrizione generale

Via meritevole. Dopo il primo tiro in comune con la Andrich ci si sposta pian piano verso destra fino a trovarsi al centro della parete sud. Roccia quasi ovunque ottima. Rispetto alla Andrich: un po'più dura, meno chiodata, meno frequentata, forse più discontinua e con una linea meno elegante, prende più sole.


Avvicinamento

Dal rifugio Vazzoler si segue prima la strada sterrata e poi il sentierino in direzione del Rifugio Tissi. Arrivati ad un prato con due grossi massi si sale il ghiaione, con evidente traccia, che scende dalla Punta Agordo. Arrivati alle rocce di quest'ultima si traversa a destra per prendere il ghiaione che scende dalla nostra Torre. Lo si sale fino a trovare una cengia giallastra sulla destra che conduce fino all'attacco, in corrispondenza dei chiodi. [Quasi alla fine della cengia c'è un passaggio delicato, noi ci siamo legati]. 2h da Capanna Trieste, di buon passo


Descrizione dei tiri

  • (0L) Da una clessidrina per sosta si traversa sulla cengia con passo in realtà più esposto che difficile, fino alla sosta su 3 chiodi, dove la cengia si estingue. 30m, 1pIII
  • 1L - Si passa a dx della sosta e si sale per una fessura con lama, subito difficile. Ad un cordino giallo fino si traversa poco a dx (non seguire una fessura strapiombante) per poi riprendere a salire obliquamente a destra più facilmente e liberamente per fessurine e maniglie fino alla sosta su 3ch. V+ e IV, 40m
  • 2L - Verso destra si cammina per gradini erbosi fino ad un pilastrino. Si sale aggirandone uno spigoletto a destra. 0° e III. 30m
  • 3L - Tiro chiave: Si traversa a destra 2m per prendere una fessurina gialla (V+), la si sale. Si continua obliquamente a destra qualche metro su roccia sempre gialla. Un primo passaggio difficile ha un chiodo con cordino (VI o A0). Ci si trova ora a dover superare uno strapiombetto ostico (VI) con chiodo-fusillo all'uscita (quando lo vedrete capirete...) per arrivare ad una zona di buchi. Qui non salire dritti ma traversare a destra (fettuccia nera) con passaggio non banale. Su dritti o un poco a destra fino alla sosta su gradino, con 2 chiodi. V+ e VI. 20m
  • 4L - In questo tiro non abbiamo seguito la relazione Kelemina. Dalla sosta si sale su placca sfruttando una lama, si continua tenendosi più a sinistra (chiodo/i). All'altezza di alcuni cordoni lasciati a destra (originale?) si superano due difficili passi in placca (VI-) fino ad una rampa obliqua a destra più semplice che porta alla base di un diedro grigio. V+ e III. 25m
    La via originale dovrebbe passare più a destra (1 tiro) per poi ricompiere una traversata a sinistra e salire il diedro della L5 (un secondo tiro)
  • 5L - Si sale tutto il bel diedro (chiodi e clessidre), eventualmente passando un po' a destra. Arrivati alla cengia si traversa camminando fino alla sosta su spuntone (qui si interseca la via Mauro-Minuzzo, evidente per la presenza massiccia di chiodi). IV o IV+. 40-50m
  • 6L - Si segue a destra un lamone grigio e continuando ad attraversare si rimonta una paretina. Sosta su chiodi. II e III, 25m
  • 7L - Si continua per una cengetta fino al suo termine dove si trova un chiodo e un cuneo per terra. Qui si deve scendere arrampicando 5m (o eventualmente calandosi/farsi calare, scomodo) per una lama, all'inizio pure strapiombante e poi più gradinata (all'interno della lama c'è una fettuccia se ce ne fosse bisogno). Qualche metro ancora a destra si sosta su grosso spuntone staccato dalla parete o su un chiodo poco dopo di esso. 2m di V, 25m
  • 8L - Si sale sopra il gendarme e si affronta la placca sovrastante. Dove strampiomba ci si sposta verso sinistra (cordino?). Ora si segue una fessura chiara fino ad arrivare ad un diedro. Si sale il diedro fino ad una nicchia con un chiodo. Invece di sostare qui saliamo ancora 5m per poi traversare a destra uscendo su uno spigolo arancio. Sosta su chiodo e spuntone, scomoda. V+, IV. 35m
    L'originale sosta nella nicchia e poi supera tutto il diedro, non facile
  • 9L - Tiro diverso dalla relazione. Saliamo dritti in placca fin dove è fattibile. Quando si fa difficile ci si sposta verso destra dove si vince un passaggio che porta ad una cengetta. La si segue a sinistra, fino alla sosta su chiodi nei pressi di una concavità gialla. V, 30m
  • 10L - Si ritorna a destra per prendere una parete nera su bella roccia, a tratti leggermente strapiombante. Subito 2 chiodi, poi clessidra in alto, da dove si traversa a sinistra fino ad un posto comodo all'inizio delle fessure terminali. Sosta su 2 chiodi. V+, 20m
  • 11L - Si sale per la fessura, tenendosi sulla parete di destra. Aggirato lo spigolo destro della fessura si prende un colatoio con roccia prima ben lavorata e poi lisciata dall'acqua. Una passaggio più difficile (IV+) in corrispondenza di una strozzatura. Al suo termine si traversa a sinistra per arrivare ad una sosta su chiodi su una cengia detritica. IV e IV+, 52m
  • 12L - Si segue ancora il colatoio divenuto canale, a destra della sosta. Superato un restringimento(1p di III) ci si tiene sul bordo sinistro di un anfiteatro di rocce rotte e detriti, fino alla sosta su 1 chiodo. 45m
  • Per la cima: si continua sopra il chiodo seguendo dei canalini di I con passaggi di II. Arrivati in cresta si traversa a sinistra fino alla vetta

Tempo: 6h 30', accorciabili a 5

Discesa alternativa

Diversamente da quanto fatto con la Andrich stavolta abbiamo provato la discesa in versante nord-ovest, dall'altra parte della Forcella di Pelsa. Dopo le 2 calate lunghe e segnalate dalla cengia, anziché seguire i bolli dentro al classico canalone, ci portiamo a sinistra fino alla forcella (terreno molto instabile). Si scende un po'nella gola tra Torre Venezia e Punta Agordo fino ad una calata da 25m con cordini (noi con una lunga siamo arrivati alla calata successiva). Si scendono ancora 25m anche camminando fino ad una seconda calata su 2 chiodi (cordino da controllare), qui ci si cala in una vertiginosa spaccatura umida fino ad essere depositati poco sopra gli attacchi delle vie Castiglioni e Livanos, cioè nel canalone dell'attacco. Qui si può scendere per il sentiero dell'andata, passando di fianco alla cengia d'attacco.
Questa alternativa è da sconsigliare per le scariche di sassi (MAI in due cordate!!!) ed inoltre ci si impiega più tempo a tornare al rifugio. Può essere utile se dall'altra parte c'è affollamento o dovete tornare al Tissi piuttosto che al Vazzoler.
Poi ho provato anche a scendere direttamente giù per il ghiaione e la macchia di mughi. In un primo momento c'è anche una bella traccia ma poi ci si perde. Sconsigliatissimo!

Tempo: circa 1h 15' dalla vetta alla cengia d'attacco + 1h 30' fino alla macchina


Materiale


Protezioni veloci, specialmente quelle medio-piccole. Cordini fini per clessidre. Chiodi e martello potrebbero servire


PartenzaCapanna Trieste (1135m)
Massima altezzaTorre Venezia (2300m circa)
TempoSalita 6h 30' la via
Discesa 3h alla macchina
DifficoltàIV, V+, VI
Rifugi-bivacchiCapanna Treste, Rif.Vazzoler
In autoAmpio parcheggio a Capanna Trieste, raggiungibile da Taibon agordino
Data2/06/08

[Home] [Links] [e-mail]