Piz Duleda e Col Dla Pieres - Traversata dal Rif. Genova al Rif. Firenze |
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Sui bei pendii erbosi dell'alta via n.2, poco dopo il rifugio Genova |
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Alla Forcella del Munt de Furcia ci aspetta un inaspettato mare di nuvole nella sottostante Val Badia. Si riconosce la sagoma della Croda del Becco e del Sasso delle Nove (Fanes) |
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Ancora sull'alta via, sul colle Juac. Da sinistra: il Piz Duleda, la forcella della Roa, la Cresta del Longiarù, il Sasso dell'Ega e la Furchetta |
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Anche questo giovane cavallo sembra ipnotizzato dalla bellezza di questi luoghi e dalla magia delle nuvole basse illuminate dai primi raggi del Sole |
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Il Piz Duleda con la forcella della Roa. Per risalirlo si percorrono alcuni tornati, anche ripidi |
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Dalla forcella si prende il sentiero pianeggiante a sinistra. Per risalire fino alla forcella Nives il sentiero è stato attrezzato con funi metalliche e più avanti con una scaletta. Nella foto il Sella dalla forcella Nives |
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Il sentiero per il Piz Duleda è abbastanza veloce e molto semplice. Si risale infatti per sfasciumi su semplice sentiero fino alla croce. Attenzione alla pericolosa parete dall'altra parte |
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Dalla cima: Il Sas Rigais, il Sasso della Porta, l'acuminata Furchetta, l'Odla di Valdusa, il Sas dall'Ega con la Cresta di Longiarù |
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La Gradenaccia, l'altopiano del Puez, scendendo dalla cima |
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Il percorso dalla Forcella della Roa alla Forcella Forces de Sieles dal sentiero che porta al Col Dla Pieres. Quest'ultimo è anche attrezzato con funi metalliche all'inizio |
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Le Torri del Fermeda dal Col Dla Pieres. A destra è ben visibile la Forcella del Mesdì, la quale divide le Odle in due ed è l'unica che ne permette un facile, seppur faticoso, attraversamento |
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Il sentiero che scende dalla Forcella Dla Pizas al Rif. Firenze. Lo scorso giugno una parte della torre che si vede al centro della foto ha provocato una frana complicando la percorrenza del sentiero |