Descrizione generale
Via molto bella, simile alla vicina via Bien ma con roccia anche migliore nella parte bassa ed un diedro un po'più impegnativo. Oltre l'ultima cengia manca una continuazione vera e propria della via, per questo si dovrà scegliere l'uscita di una delle altre vie della parete: ideale sarebbe continuare per la Bien (impegnativa) altrimenti ci è sembrata buona l'uscita per la Bongiana (più facile).
Roccia ottima con molte clessidre nelle placche iniziali, un po'meno buona nel diedro centrale che però offre ottime possibilità di proteggersi ed esteticamente è molto bello. Ottima nel camino terminale. Chiodatura sufficiente: si trovano 2 soste chiodate, 1 chiodo all'attacco e 1 chiodo sul passaggio chiave. Questo si presenta atletico ma breve, e comunque discretamente proteggibile anche oltre il chiodo. Le altre soste sono su clessidrone.
L'esposizione a sud-ovest e la brevità della via consiglierebbero la ripetizione a fine stagione.
Curiosità: i primi salitori hanno chiamato la via "17 Luglio 1950", che è la data di nascita del Massarotto
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Avvicinamento
Da Malga Framont ci dirigiamo verso la forcella del Camp e il rif.Carestiato. Arrivati al bivio fra queste due destinazioni, giriamo a dx in direzione del Rifugio. Dopo 5minuti, dopo un tratto in piano ed una brevissima salita, si trova sulla sx uno stretto canalino ghiaioso invaso dai mughi (se andate troppo avanti troverete un canale largo con grossi massi). Si può trovare o no un ometto che segnale il canale, dipende.
Si entra nel canale e dopo 5 minuti di mughi si sale per il greto fatto di massi e paretine. A metà canale alcuni salti oppongono difficoltà di II+. Si continua agevolmente per il canale e dove a sx si apre con alcuni mughi e detriti si segue una labile traccia a sx (forse però è possibile seguire tutto il canale...). Questa traversa a sx tra i mughi, poi si sale a dx un altro canale collegandosi alla traccia principale nei pressi della via "CAI Bologna".
Quindi si traversa a sx lungo la cengia, anche con tratti in discesa e risalita, fino allo spigolo della torre. Si gira fuori dai mughi in versante sud (qui abbiamo beccato un camoscio che ci ha strillato addosso...) e dopo un tratto erboso (1ch arancio segna l'attacco della fessura Bonato-Bongiana) si supera un tratto esposto e si giunge ad una zona più tranquilla non molto distanti dalla forcella del Tridente. Un chiodo segna l'attacco. Poco più a dx, un cordino alto segna l'attacco della Bracco Dream.
Tempo: 1h30' senza correre
Per arrivare all'attacco ci sono altre possibilità:
- Per la cengia alla base della parete est, seguendola integralmente. Questa si imbocca dopo il tratto pianeggiante che segue la scritta rossa "Torri del Camp" che si incontra seguendo al contrario la via di discesa. Questa possibilità è forse conveniente se si parte dal Rif.Carestiato (circa 1h-1h30' da questo).
- Dal versante ovest (vedi via Bien). 1h45' almeno, ma senza mughi, difficoltà su roccia e tratti esposti
- Per il canale che scende direttamente dalla Forcella del Tridente. Questa non l'ho mai percorsa, ma pare presenti dei passaggi fino al III+, e ghiaia. E'la possibilità più diretta ma anche più pericolosa se altre cordate o camosci scaricano sassi dalla cengia di attacco...
- Si possono anche percorrere i primi tiri del diedro De Nardin (3 o 4 a seconda) fino alla cengia mugosa e quindi traversare. In questo modo si attacca presto però ci si mette di più ad arrivare all'attacco della via qui relazionata.
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Descrizione dei tiri
Salita disponibile nel libro "Quarto grado e più, Dolomiti Orientale Vol.2", in uscita a fine primavera 2012.
Oppure utilizzate la guida di S.Santomaso, vedi bibliografia.
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Discesa
Come già descritto nelle altre vie alle torri. Si scende dalle prima torre presso un cavo da rimorchio d'acciaio, quindi si segue la cengia anulare sotto le punte delle altre 2 torri (un tratto espostissimo con cavo). Quindi per canalino si scende a ricongiungersi con la discesa della ferrata Costantini, con la quale si raggiunge il sentiero che scende dal Carestiato e che seguito a dx porta al sentiero seguito in avvicinamento.
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