Piani Eterni e Forcella Dell'Omo |
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Il Lago della Stua alle 9:30 del mattino. La val Canzoi non è ancora illuminata del Sole e sul lago si specchiano le vicine montagne che la racchiudono. Il sentiero prosegue sulla sponda sinistra del lago |
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Si continua per una strada larga con tornanti, percorribile dalle jeep. Si seguono le indicazioni per Casera Erera e poi per Pinea (possibile anche per Porzil). Poco dopo questo bivio si arriva a costeggiare una parete verticale e scura. Solo un'ora e mezza dopo la valle mostra qualche bel panorama |
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Qui siamo quasi arrivati, superata questa curva c'è una discesa che porta ai Piani Eterni |
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La parte più brulla dei Piani Eterni, almeno con la neve, vista dall'alto. Se si giungeva da Porzil si arrivava più vicini alla casera Brendol |
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I Piani Eterni visti quasi nella loro interezza. La Casera Erera si confonde con la neve nella parte sinistra dell'immagine, sulla parte piana dei Piani Eterni |
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Dalla Casera Erera verso la Casera Brendol e il sentiero indicato come Porzil a destra |
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Panoramica dalla casera Erera |
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Non ancora stanchi ci siamo avviati verso il monte Brandòl, il rilievo più imponente che si può vedere dai Piani Eterni. Per salire in cima si deve seguire il sentiero per Forcella Dell'Omo. Nella foto la Casera Erera mentre ci allontaniamo |
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Purtroppo d'inverno il tempo a disposizione non è molto così ci dobbiamo accontentare della forcella. Qui siamo quasi arrivati e spunta, prima invisibile, il Cimonega |
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A destra della forcella c'è una cresta dove siamo saliti per ammirare il panorama delle Dolomiti, al centro della foto il Civetta, la Moiazza e la Tofana di Rozes |
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La forcella Dell'Omo e l'imponente bastione del gruppo del Cimonega |
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Le Pale di San Martino |
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Il monte Brendol, dalla cui cima qualcuno è sceso da poco con gli sci, come dimostrano le curve molto strette della scia lasciata in prossimità della cima. Per salire si risale lungo la cresta destra, al momento occupata solo da alcuni camosci |
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Una splendida visione in lontananza dei Piani Eterni da cui spicca anche la punta scura del monte Pizzocco. Purtroppo il tempo è volato e ci dobbiamo affrettare a ritornare a valle prima che faccia buio |
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Al ritorno siamo vicini al tramonto e anche il Sass de Mura comincia a tingersi di rosso |