Descrizione generale
Animati da prematura voglia di vera croda ci siamo diretti alla volta di questa semi-sconosciuta parete, elogiata in qualche guida ma di cui non ho mai sentito parlare da alpinisti. Aggiungendo le incognite della stagione è risultata una bella giornata intensa, trovandosi spesso alla ricerca del passaggio migliore (in avvicinamento, salita e discesa). Nella stagione estiva diventerebbe tutto più facile...
La via sale la parte destra di questa verticale e solare parete, posta al confine del gruppo turrito degli Spiz di Mezzodì ed affacciata sulle banche addormentate del Venier-Coro. L'accesso non sarebbe per niente complicato d'estate, in quanto per la maggior parte per sentiero segnato ed in seguito per un viaz frequentato. La discesa si svolgerebbe per la via normale, una classica dell'escursionismo della zona, presentando al limite del I grado nel finale, anche se complicato dal solito ghiaino.
La via è bella, stando attenti a seguire il percorso corretto si sale sempre per roccia buona se non ottima. Alcuni tiri sono particolamente aerei e caratteristici, con buone possibilità di proteggersi. In via si trovano anche alcuni chiodi, utili per individuare il percorso corretto.
Se siete veloci (noi ci siamo persi per questo e quell'altro motivo) potete abbinare a questa salita anche la salitina al Piccolo Dente ed eventualmente continuare fino allo Spiz Sud, per le vie Angelini-Sommavilla (III). Vedere la guida CAI-TCI dello zoldano.

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Descrizione dei tiri
Salita disponibile nel libro "Quarto grado e più, Dolomiti Orientale Vol.2", in uscita a fine primavera 2012.
Oppure utilizzate la guida di CAI-TCI, vedi bibliografia.
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Discesa
Bisogna raggiungere una stretta forcella all'incontro tra il pendio nord del Dente ed un tozzo torrione che separa il Dente dal Piccolo Dente. Non so se in condizioni estive si scenda direttamente dalla cima, noi procediamo come segue solo a causa della neve.
Seguiamo in discesa verso sud-est la cresta orlata di baranci, fino a che non diventa orizzontale (praticamente siamo quasi alla Forcella del Venier, da dove si potrebbe salire all'omonima cima). Scendiamo per lastroni con ghiaino e per fortuna troviamo un "corridoio" senza neve che ci porta in obliquo alla forcella. Da qui si scende per il canale che riporta al bivio con il bivacco Carnielli. Il primo tratto avrebbe delle roccette di I grado, noi troviamo neve dura un po'da gradinare.
Dal bivio si ritorna per il sentiero segnato dell'andata.
Tempo: 30'-45' (?) dalla cima al bivio (con condizioni estive! Noi 1h30')
+ 1h/1h15' fino al parcheggio
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