Croda di Pelsa e Campanile San Prosdocimo per via normale |
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I Cantoni di Pelsa al primo mattino mentre risaliamo la strada che dalla Val Corpassa sale al Rif. Vazzoler |
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Il Dente dell'Henrietta (acuminato) e la Croda di Pelsa dalla Forcella delle Mede. Si nota come la Croda di Pelsa sia solo un piccolo rilievo roccioso sulla cresta della Forcella |
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Dalla Forcella verso gli Aghi, il più alto è l'Ago Amalia. Sullo sfondo si vede il sentiero dell'Alta via in Val Civetta e i pendii di mughi del Monte Alto di Pelsa |
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Tutti gli Aghi visti dalla cima della Croda di Pelsa. A sinistra gli inferiori (Guglia Rudatis, Bocia e Campanile di Brabante) e a destra i superiori (spicca l'Ago Amalia) |
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La cresta che porta fin sotto alla parete del Campanile San prosdocimo (spostato a destra). Più in fondo la Torre di Pelsa e la Torre Venezia |
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Il nostro Campanile. La via di salita lo contorna a sinistra per poi risalire sull'altro versante. |
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Arrivati alla base del campanile si scende, seguendo alcuni ometti, in un canalone ripido finche non si può contornare il Campanile per questa cengia con roccia friabile ma agevole |
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Si risale un canalone con un passo più complicato all'inizio. Arrivati alla forcella con l'anticima ovest si risale il Campanile. Il metodo milgiore per salire è aggirare lo spigolo della forcella ed alternare passi verticali ad attraversamenti (specie verso destra), II |
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In cima al Campanile: c'è una firma risalente all'anno scorso lasciata in un barattolo da pellicole nell'ometto di vetta. Poco più sotto, dove c'era un cordone per doppia, trovo il libro di vetta ufficiale, ma tutto bagnato. La Cima delle Mede a sinistra |
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Ritonati sulla cresta ci concediamo una breve sosta per ammirare "l'Arco", una struttura rocciosa alquanto insolita. Fare attenzione a salire perché la roccia è friabile e dall'altra parte c'è il vuoto |
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L'imponente Torre Trieste, che ci ha accompagnato fin dall'inizio della giornata |