Descrizione generale
Viene considerato uno dei più bei bivacci delle Alpi.
Sorge sulla verdeggiante Prima Pala di San Lucano, in un punto panoramico che spazia dalla pianura fino alle Alpi innevate.
Meraviglioso il tramonto sulla Civetta e sulla Moiazza, altrettanto bella l'alba sull'Agner e sul bivacco medesimo.
La costruzione dispone di un vano con 9 comodi posti letto con abbondanti coperte. Inoltre vi è, a differenza dei classici bivacchi tipo Berti, una vano cucina con tavolo e finestre rivolte ad est.
L'accesso principale, seguito in questa gita, è elementare ma lungo e dal dislivello non trascurabile (1400m). Gli altri itinerari sono comunque più impegnativi o più lunghi.
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Salita
Dall'abitato di Cencenighe Agordino ci si porta alla frazione di Pradimezzo, per strada asfaltata (fin dove finisce). Poche possibilità di parcheggio.
Ci incamminiamo quindi attraverso la "contrada de fora", passando per due sottopassi, e per un sentiero vicino a dei prati fino ad un ultimo fienile. Qui si stacca a destra il nostro sentiero, segnalato come "Ambrusogn" (n.764). Lo seguiamo con dei tornanti nel fresco bosco. Più in là attraversa una frana in pendio aperto e, grazie ad un ponte in legno, attraversa un affluente del Ru del Torcol. Da qui si prosegue costantemente nel bosco seguendo il sempre evidente sentiero fino alla Casera del Torcol, semiabbandonata tra l'erba alta (unica possibilità di errore potrebbe essere una traccia che si stacca a sinistra ad un tornante verso destra, e che porterebbe al Viaz drio la Spala). Fin qui 1 ora.
Attraversati due prati si continua nel bosco seguendo la larga Val del Torcol. Dopo circa 1 ora si raggiunge la Casera d'Ambrusogn, sita in una incantevole conca verde. Ristrutturata proprio nell'agosto 2009, dispone di alcuni posti di emergenza: 3 reti, un tavolo, un caminetto, alcuni oggetti per la cucina. Dieci minuti prima della casera è possibile rifornirsi d'acqua da una fontanella.
Seguiamo il sentiero tra la casera e la costruzione adiacente. Ci si alza nel bosco ora più rado, attraversando due caratteristiche radure, fino ad una lunga costa erbosa che sale accostata alle pareti delle Cime d'Ambrusogn. Tra gli alberi abbattuti dalle slavine spiccano moltissimi fiori, in particolare i rododendri. Risaliamo lungamente il sentiero sotto le pareti fino a portarci su una spalla verde sopra l'evidente forcella della Besausega. Il panorama si apre verso i Monti del Sole e la Valbelluna.
Da qui il sentiero procede in quota attraversando tutto il versante sud della Prima Pala di San Lucano, con scorci sempre più ampi verso l'Agner. Al bivacco ci sorprende la vista sulla Civetta, già "infuocata" all'ora di cena.
Noi pernottiamo (troviamo già 7 persone al bivacco, ci rimangono gli ultimi 2 posti).
Tempo: 4h con tutta calma e soste (2h scarse dalla casera d'Ambrusogn)
Altri sentieri
La nostra idea era quella di salire al bivacco per il "Viaz drio la Spala", descritto sul libro di Visentini e su quello di E.De Biasio. Ma arrivati al punto di "guadiamo il torrente" già non siamo riusciti a trovare tracce. Abbiamo perso 1h tra salire "a caso" e scendere. Forse inizia più indietro, appena si arriva a delle opere in cemento sul torrente...o forse le slavine hanno cancellato le poche tracce precedenti.
Da San Lucano invece è possibile risalire per il "Boral della Besausega": ripido, lungo e impervio ma molto suggestivo (6h per 1600m di dislivello). Dovrebbe essere molto segnalato.
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Discesa
Se avete l'auto a Pradimezzo conviene seguire il sentiero dell'andata.
In caso contrario è consigliabile rinnovare gli scenari compiendo la traversta fino in Valle di San Lucano. Cioé scendere alla casera d'Ambrusogn, risalire alla Forcella di Gardes e scendere a Col di Prà (questa traversata l'avevamo effettuata nel 2006, dormendo al bivacco).
Altra possibilità, avendo molto tempo e gambe a disposizione, potrebbe essere quella di scendere alla frazione di Bogo (sempre di Cencenighe) passando per le casere Prademur e Rudelefin.
Altra traversata possibile potrebbe essere quella di scendere a Gares, passando per la Forc.di Gardes, la Malgonera e la Casera Campigat (anche qui occorre buona gamba)
Il Boral della Besausega e il Viaz Drio la Spala credo siano sconsigliabili in discesa, specie se non li si ha mai percorsi.
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